Privacy Policy Mistero Shakespeare
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TRAMA

 

William Shakespeare è probabilmente il più noto autore di lingua inglese mai esistito, quindi nessuno biografo serio si azzarderebbe a fare una domanda all’apparenza semplice: quali prove concrete abbiamo che un drammaturgo di nome Shakespeare sia realmente esistito? La risposta non è rassicurante: a dispetto della grande fama del personaggio, le prove della sua reale esistenza sono pochissime e molto nebulose.

Da più di due secoli scrittori e saggisti, a volte in buona fede altre volte con secondi fini, si sono alternati a gridare ai quattro venti di aver identificato chi veramente ha scritto le opere che noi oggi imputiamo al grande Bardo, ma tutti questi si sono sempre dimenticati qualcosa di importante: ci vogliono prove per queste affermazioni, e le prove non ci sono. (O, se ci sono, spesso si sciolgono come neve al sole.)

Può un campagnolo d’un paesino di provincia aver scritto le più grandi opere teatrali in lingua inglese? Il mondo si divide in due: chi crede ciecamente che non esistano misteri sulla questione, chi invece crede che esistano mille complotti e misteri (Templari, Rosacroce, Santo Graal e tutto il circo danzante). Curiosamente non esiste una fazione che segua la “via di mezzo”: che cioè cerchi spiegazioni razionali attenendosi ai fatti invece che a fantasiose teorie che non hanno neanche l’ombra di una prova. Questa è la via che seguirà Mistero Shakespeare (il cui titolo roboante è ovviamente sarcastico).

Sul Grande Bardo si è detto e scritto tantissimo, ma c’è un argomento che sembra non destare l’interesse di critici e saggisti, anche i più “fantasiosi”: è possibile che qualcuno, molto tempo dopo la scomparsa di Shakespeare, si sia divertito ad inventarne la biografia? Quella biografia che noi oggi consideriamo ancora vera a dispetto della mancanza di prove in suo suffragio?

Questo saggio non darà risposte su questioni su cui è impossibile darne: si prefigge solamente di offrire una panoramica quanto più “inedita” della questione shakespeariana, cioè studiandola attraverso quello specchio deformante che spesso dice il vero, percorrendo quel territorio che raramente viene preso in considerazione: la letteratura, la più vera delle menzogne.

 

In appendice, un’intervista con John Underwood – pseudonimo di Gene Ayres ed autore del controverso Il libro segreto di Shakespeare – e l’imperdibile saggio L’uomo che fu Shakespeare di Chiara Prezzavento, blogger intrigante oltre che grande appassionata della narrativa che circonda il Mistero Shakespeare, che non solo ci fornisce delle indispensabili coordinate per capire il mondo elisabettiano dell’epoca, ma ci guida anche in una panoramica frizzante e precisa sulla narrativa che si occupa dell’argomento: visto che si tratta di romanzi inediti in Italia, è un’occasione imperdibile.